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Ittiri 2.0

Un referendum per chiedere l' Indipendenza può essere una soluzione per la sardegna ?

24 Marzo 2014 , Scritto da Bruno Chisu Con tag #Bruno Chisu

17 marzo 2014

Buongiorno amici, questa mattina, spronato dal referendum in Crimea, mi sono messo a leggere le leggi Italiane che comprendono le direttive per i referendum... molto chiare in molti casi, fumose in altri, specialmente sull'indipendenza.
La comunità europea non la contempla, quindi se passasse con un referendum non sarebbe accettata dalla comunità; resta solo il referendum di ogni stato di uscire dalla comunità europea, solo quello è contemplato.
Altra cosa in Italia, pur contemplato dalle leggi Italiane il referendum per l'indipendenza di una regione, si mostra fumoso e non chiaro , se lo stato può accettare o meno un risultato positivo.
Da molti anni in Sardegna ci sono movimenti per ottenere l'indipendenza , appare evidente che allo stato attuale, senza modifiche della costituzione, una operazione del genere non è possibile.
Ma penso che, il fatto di essere una regione a statuto speciale , se questa opportunità fosse stata gestita da politici lungimiranti, poco consoni alla sudditanza dei partiti nazionali, la Sardegna avrebbe avuto le stesse agevolazioni delle altre regioni più campanilistiche dei sardi ,per il loro territorio.
Appare evidente anche dal risultato delle ultime elezioni in Sardegna ,che hanno visto trionfare la sinistra, che si oppone alla realizzazione di una legge che sancisca la zona franca per tutta l'isola, come si è sempre opposta, quando la regione legiferava per ottenere dei vantaggi previsti nei regolamenti delle regioni a statuto speciale, quali i tributi interni, regolamenti per eliminazione delle accise che debbano rimanere nel territorio, cosi pure parte delle tasse che vengono pagate in Sardegna, che con operazioni astruse, tutte le tasse partono per il continente, per poi essere rimandate il percentuale in Sardegna, non rispettandone le percentuali e aprendo contenziosi, dove vede lo stato debitore nei confronti dell'isola, di molti miliardi di euro.
Se a questo si aggiunge la paura atavica dei nostri politici, di affrontare con coraggio
i partiti e prendere decisioni che facciano decollare quelle riforme, tra l'altro contemplate dalla legge italiana , sull'indipendenza della Sardegna di legiferare su molti argomenti di regolamentazione interna, come servizi, foreste, caccia , pesca e tasse.
Ma ad aggravare la situazione, si è posta pure la Comunità Europea che stabilisce vincoli per le produzioni e interferisce anche su decisioni contemplate negli statuti delle regioni a statuto speciale.
In ogni caso io sarei d'accordo per un referendum che chieda l'indipendenza della Sardegna dall'Italia e dalla Comunità Europea ; non per non sentirci Italiani, ma per permettere alla Sardegna di essere considerata al pari delle altre regioni e poter avere quelle cose che sembrano proibita ai sardi; autodeterminazione e l'evoluzione, sia industriale che demografica, lo stato con manovre subdole e segrete, ha sempre impedito alla Sardegna di progredire, facendone di fatto un parco divertimenti per vacanzieri , una regione indigena da mantenere allo stato primitivo, senza pensare che i sardi come menti, e come lavoratori, non sono secondi a nessuno.. penso che tutti i sardi si siano accorti come i continentali, quando vengono in Sardegna, si sentano superiori e parlino con noi, come fossimo gli studenti e loro i professori.

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